La memoria va al 7 Aprile di dieci anni fa quando aprimmo l’Hospice Gigi Ghirotti in Albaro. Avremmo voluto essere insieme in un incontro a ricordo di un evento che ha segnato un momento di forte partecipazione di tutta la città per la nostra Associazione.
La tremenda vicenda del Coronavirus lo ha impedito, ci ha isolato, confinato in casa, sospeso nelle nostre tante incombenze quotidiane. Ricordiamo allora qui, quel momento importante del nostro impegno che ha aperto altri fronti di assistenza ai malati.

Fu una delle più importanti istituzioni cittadine, la Fondazione della Carige, a farsi interprete del sentire della cittadinanza genovese verso l’appello che la nostra Associazione rivolgeva per la necessità di un secondo hospice nella nostra città. Erano passati già dieci anni da quando fu istituito il primo hospice a Bolzaneto per volontà dell’Associazione.
Le assistenze a casa aumentavano di anno in anno e nello stesso tempo il numero di quanti richiedevano la possibilità di un ricovero per oggettive difficoltà familiari.
Era allora Presidente della Fondazione Carige il Prof. Vincenzo Lorenzelli.
Ci chiamò per offrire la disponibilità della Fondazione all’acquisto di un immobile da adibire a hospice con un comodato d’uso gratuito di lungo periodo. 
Il costo della ristrutturazione doveva essere a nostro carico. Non fu una decisione facile ma una provvidenziale cospicua donazione di un benefattore ci indusse ad accogliere l’offerta.
Iniziarono i lavori durante i quali ci fu un cambio al vertice della Fondazione. Il nuovo Presidente, Flavio Repetto, ordinò di sospendere i lavori. Il timore fu ovviamente quello di un ripensamento e la cancellazione dell’iniziativa. Fu solo un momento per pensare più in grande.
Altri malati chiedevano aiuto, i malati della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Era corsa voce dell’iniziativa del nuovo hospice.
Il Presidente della Associazione Nazionale SLA, Prof.Mario Melazzini, venne a Genova per parlare con l’Assessore Regionale della Sanità, Claudio Montaldo.
Il progetto del nuovo hospice in Albaro si ampliò a 18 posti letto, 5 dei quali per i malati di SLA. Per loro ricoveri temporanei, di sollievo per una famiglia in difficoltà al momento nella gestione del malato a casa.
La ASL 3 Genovese comprese la necessità del nuovo hospice e concesse l’estensione della convenzione dai 12 posti dell’hospice di Bolzaneto agli altri 18 dell’hospice di Albaro.
Crebbe per l’Associazione anche la necessità di volontari. La struttura su tre piani dell’hospice di Albaro richiese la presenza di tre volontari per turno. Quattro turni giornalieri di tre persone per turno con la necessità di 12 volontari ogni giorno. L’Associazione rivolse più pressanti inviti di partecipazione a corsi annuali di preparazione dei volontari. La partecipazione crebbe, si riuscì a implementarne considerevolmente il numero e quindi a far fronte alla nuova esigenza.

I volontari sono una necessità imprescindibile per la conduzione degli hospice. Il loro ruolo è l’accoglienza, presentarsi a chi accede all’hospice, malati, familiari, amici, con la premura di chi si mette a disposizione per far sentire che si è in un ambiente ove tutto è teso a rispondere ai bisogni del malato e di chi gli è vicino. I volontari ordinano i pasti e li portano ai malati. 
È un momento per presentarsi, dir loro il proprio ruolo, stabilire una relazione che possa andare al di là dei momenti dei pasti. Nascono così occasioni di incontri nei quali il malato o i loro familiari possono esternare le loro preoccupazioni, timori, ansie, dubbi. Sono spesso proprio i volontari a raccogliere questi sentimenti. Possono dar loro risposte o farsi interpreti con gli operatori sanitari delle loro istanze.

Professor Franco Henriquet
Presidente
Associazione Gigi Ghirotti Genova